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Rilevanza penale della coltivazione personale di cannabis

Rilevanza penale della coltivazione personale di cannabis

 

Diversi consumatori/coltivatori chiedono spesso quando la coltivazione di piante da Cannabis assume rilevanza penale.

E' bene precisare che la coltivazione in via teorica è di per sè un reato, in quanto rientra nelle ventidue condotte penalmente sanzionate dal comma 1 dell'articolo 73 dpr 309/90.

In realtà, però, bisogna stabilire quando si sia in presenza di vera e propria coltivazione ed il percorso interpretativo è stato lungo e articolato.

All'inizio la giurisprudenza riteneva che la coltivazione fosse ravvisabile già all'atto della semina. Questo indirizzo fu superato da una nuova impostazione, la quale affermò che si poteva vedere configurata la coltivazione in presenza di piante appartenenti al fenotipo cannabis e potenzialmente idonee a produrre Thc, senza che fosse necessaria la verifica in ordine alla presenza di principio attivo.

A questo orientamento è succeduta una visione più rigorosa da parte della Corte di Cassazione, la quale ebbe a sostenere la doverosa presenza nelle piante di un minimo di Thc, tale da produrre effetti droganti.

In seguito si sostenne che la coltivazione domestica per il suo carattere rudimentale non fosse punibile, in contrapposizione alla coltivazione agraria.

Infine, purtroppo, nel 2008 le SSUU precisarono che la coltivazione era da ritenersi sempre reato, ma che il giudice deve sempre valutare l'offensività della condotta, in assenza della quale l'imputato deve essere assolto.

Assenza di offensività significa che la condotta, anche se effettivamente commessa, non viene compiuta al fine di arrecare un'offesa alla società o minacciare i beni giuridici che la norma che la norma tutela.

I parametri valutativi principale nel definire una coltivazione personale sono:

- Il minimo numero di piante.

- Il limitato quantitativo di Thc.

- L'idoneità del principio attivo ad aumentare concretamente l'offerta di stupefacente sul mercato.

- La destinazione al consumo personale

- La condizione di consumatore del coltivatore.

- Il livello di maturazione delle piante.

- Le modalità con cui viene svolta la coltivazione.

- Il luogo dove si svolge la coltura.

NOTA BENE 

Non esiste un numero massimo di piante per definire precisamente la coltivazione personale. Certamente più il numero è limitato (5/6 al massimo) piu è plausibile la destinazione del prodotto ricavabile al consumo personale.

E' evidente che chi coltiva per sè non intende partecipare alla diffusione delle sostanze stupefacenti.

La presenza di questi parametri, pur rispettati, non esclude, però, denunzie e/o processi, in quanto si tratta di accertamenti che presuppongono comunque un'indagine penale.

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