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Chiarimenti su legge Regolamentazione Filiera Canapa Industriale

Chiarimenti su legge Regolamentazione Filiera Canapa Industriale

 

L'approvazione dal Senato all'unanimità di questa legge è stato un momento storico per tutto il settore. Oggi, è altrettanto evidente che ci sia ancora molto da lavorare per arrivare ad avere delle norme chiare e inequivocabili che regolino la produzione di canapa industriale e relativa filiera.

Noi di CBD Italy vogliamo cercare di chiarire, per quanto sia possibile, cosa prevede la legge nr. 242 del 2/12/2016.

 

Utilizzi

Secondo quanto previsto dalla legge, gli ambiti di utilizzo consentiti per la coltivazione della canapa sono: alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; semilavorati, quali fibre, canupolo, polveri, infiorescenze, cippato, olii, carburanti per forniture all'industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale destinato alla pratica del sovescio (quindi come fertilizzante); materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati; coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; coltivazioni destinate al florovivaismo.

 

Obblighi per il coltivatore

Non sarà più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo di 0,2%.

Quindi, significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell'ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo denuncia, non è più necessaria. Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini delle semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

 

Finanziamenti

Sono previsti finanziamenti nell'ordine massimo di 700 mila € l'anno "per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa".

 

Controlli e percentuali di THC

La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% al 0,6% senza comportare alcun problema per l'agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche.

Questa legge regola il settore in vista delle sfide globali che attendono i nostri canapicoltori. Mentre in generale, complice il proibizionismo che ha Demonizzato, questo vegetale dalle 1000 virtù, siamo passati dagli oltre 100 mila ettari coltivati ad inizio 1900, ai circa 1500 del 2015 ai 4000 odierni.

Oggi, la realtà, è che da un lato abbiamo il sole, la terra e le caratteristiche climatiche ideali per tornare a produrre la migliore canapa al mondo, dall'altro c'è da costruire una moderna filiera agro-industriale della canapa italiana. Una sfida difficile, ma nella quale possiamo giocare le nostre carte, contribuendo a costruire un'idea di futuro diversa, ed un'economia più in sintonia con l'ambiente in cui viviamo.

Senza tralasciare il valore aggiunto del made in Italy che rappresenta una spinta non da poco nell'ottica delle sfide che la rinascita di una filiera della canapa nostrana può offrire in tutti i settori di produzione.

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